Il progetto Riciclo Vetroresina  "Second Life project "

La vetroresina è un materiale composito costituito da fibre di vetro inglobate in una matrice di resine termoindurenti, solitamente a base di poliestere, vinilestere o epossidi, che polimerizzano a temperatura ambiente grazie all’azione di appositi catalizzatori e acceleranti.
La vetroresina, grazie alle sue doti di leggerezza, solidità, resistenza a fatica e alla corrosione e scarsa conducibilità elettrica, ha conosciuto dagli anni ’50 un’enorme diffusione in diversi settori.

Tuttavia, la procedura di riciclaggio di tali prodotti è molto più complessa rispetto alla procedura di riciclaggio tipico dei materiali termoplastici.

Il primo problema è l’uso di resine termoindurenti: la reazione di polimerizzazione di tali resine non è reversibile, infatti esse non riacquistano la loro forma liquida originale attraverso riscaldamento, come fanno solitamente i materiali termoplastici, pertanto i rottami di vetroresina non possono essere fusi e rimodellati come spesso avviene nel riciclaggio della plastica.

Il secondo problema è quello collegato alle fibre artificiali vetrose utilizzate all’ interno della vetroresina: evidenze di studi epidemiologici condotti su animali da laboratorio sottoposti ad inalazione forzata e/o al contatto con fibre insufflate direttamente a livello pleurico, mostrano l’insorgenza di significative modificazioni cellulari a livello alveolare e pleurico con comparsa di carcinomi e mesoteliomi. Pur non esistendo riscontri epidemiologici sull’uomo, le fibre di vetro sono state oggetto di adeguamento di Direttiva CE, che le ha inserite tra le sostanze pericolose sottoposte ad obbligo di etichettatura. In particolare, le fibre di vetro utilizzate nella produzione di manufatti in vetroresina sono classificate come cancerogeno di categoria 3 (UE) da etichettarsi con sigla R40 “possibilità di effetti irreversibili”

Secondo uno studio commissionato proprio da Ucina- Confindustria nautica e condotto da Michelangelo Rienzo, Brunella Rallo e Massimo Iadarola che riporta Novambiente si apprende che:

tra barche immatricolate e unità minori siano attualmente circa 27mila, cioè il 4,36% del parco nautico nazionale, a sua volta stimato in poco meno di 620mila unità, compresi pedalò, pattini e natanti a remi o a vela senza motore. Un altro dato importante per valutare il fenomeno è il peso medio di vetroresina ricavabile per tutte le unità in circolazione. Questo è stato ipotizzato, per i circa 450mila scafi fino a 18 metri, in 616.828 tonnellate in totale. Si tratterebbe mediamente di 1,37 tonnellate per unità.

I numeri  in Italia

30.000 barche obsolete da smaltire per complessive 41.000 tonnellate di vetroresina da riciclare e forse questa stima è prudenziale.

Delle oltre 99.000 unità da diporto immatricolate fino al 2008, quasi il 90% ha lo scafo in vetroresina; tali dati non comprendono tutte quelle imbarcazioni in vetroresina non immatricolate, che ammontano a circa 518.000 unità

  • UNITÀ ABBANDONATE O OBSOLETE e non più efficienti: circa 27.000, cioè il 4,36% del parco nautico nazionale

  • PESO MEDIO DI VETRORESINA PER IMBARCAZIONE: 1,37 tonnellate per unità

  • TONNELLATE DI VETRORESINA DA IMBARCAZIONI ALLA FINE DEL LORO CICLO VITA: circa 37.000 ton

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